Lunedì, 21 Mag 2012
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Venerdì 07 Ottobre 2011 11:21

Gli alunni del Liceo Scientifico “Guglielmo Marconi” di Foggia, partono per un’esperienza di tre settimane, nella più grande capitale d’Europa!

Il  PON C1 “In Europe with English”, un progetto finanziato dai Fondi Europei e dalla Regione Puglia ha portato venti ragazzi e due docenti di lingua inglese a Londra, la più grande capitale europea per un approfondimento della lingua inglese: sono i ragazzi del Liceo Scientifico “Guglielmo Marconi” di Foggia! 

 Il cinque settembre, dieci ragazzi e dieci ragazze, guidati dalle professoresse Giuseppina Iorio e Fedora Varracchio, cominciano il loro viaggio che li porterà a vivere ventuno giorni indimenticabili. Dopo la partenza in pullman e l’arrivo all’aeroporto di Roma, il primo ostacolo per molti è la paura del volo, che viene superata grazie al sostegno delle docenti, le tutor del progetto, che diventeranno le loro guide. L’arrivo a Londra, preceduto da una visione aerea estasiante, è seguito da un breve tragitto in pullman che li porterà fino al “Queens Hotel” che, nonostante le cattive impressioni iniziali, diventerà per tutti loro una vera casa.

L’esperienza inglese comincia con una “full-immersion” di tipo linguistico fin dalla prima serata, quando, appena arrivati, i ragazzi hanno dovuto comunicare alla reception che le chiavi non funzionano e… non sanno come fare.

La mattina seguente è il momento di conoscere il docente esperto, Jonathan Trew (una persona straordinaria, in grado di creare un rapporto amichevole e serio e di creare un approccio speciale con la lingua inglese) e di Debby, colei che diventerà la loro cuoca per tre settimane e che avrà il merito di fare accettare le tipiche pietanze inglesi anche ai viziati ragazzi italiani.

Giorno dopo giorno, fra una lamentela e una difficoltà, comincia ad essere sempre più facile capire un inglese quando parla ed anche riuscire a comunicare con il solo aiuto della Iingua. I pomeriggi, invece, passano fra le vie di Londra, guidati dalle professoresse alle prese con gli orari dei bus, dei treni, e della “underground”. E con il passare dei giorni gli alunni si accorgono che stanno diventando una famiglia sempre più compatta pronta a fare fronte unico nel momento del bisogno. Le visite a Buckingham Palace, al London Eye o al British Museum e le escursioni a Stratford-on-Avon e Cambridge,  li aiutano a capire questo paese, che molti conoscono per la prima volta, a non sottolineare più le differenze, ma ad esaltare le somiglianze e sentirsi sempre più parte di questa realtà, che non è Inghilterra o Francia o Germania, ma semplicemente Europa.

E senza rendersene conto si è  giunti alla fine del viaggio, al giorno che li avrebbe riportati in Italia. Nonostante il desiderio iniziale di qualcuno di voler tornare a casa, le lacrime non sono mancate nel  salutare Jon, Debby, l’hotel, e il Sainsbury’s, il supermercato che ha soddisfatto ogni loro desiderio.

Nonostante la nostalgia di casa, nessuno voleva lasciare Londra, una città che ha regalato tante emozioni, tante nuove conoscenze e consapevolezze e prima fra tutte la certezza che non è poi così difficile lasciare la propria casa e cercare altrove nuove possibilità. Non è la prima volta che la scuola offre la possibilità di vivere un sogno, ma questo è stato certamente il più entusiasmante e valido Italia per tutto ciò che ha significato come formazione scolastica, culturale e umana.

L’esperienza inglese comincia con una “full-immersion” di tipo linguistico fin dalla prima serata, quando, appena arrivati, i ragazzi hanno dovuto comunicare alla reception che le chiavi non funzionano e… non sanno come fare.

La mattina seguente è il momento di conoscere il docente esperto, Jonathan Trew (una persona straordinaria, in grado di creare un rapporto amichevole e serio e di creare un approccio speciale con la lingua inglese) e di Debby, colei che diventerà la loro cuoca per tre settimane e che avrà il merito di fare accettare le tipiche pietanze inglesi anche ai viziati ragazzi italiani.

Giorno dopo giorno, fra una lamentela e una difficoltà, comincia ad essere sempre più facile capire un inglese quando parla ed anche riuscire a comunicare con il solo aiuto della Iingua. I pomeriggi, invece, passano fra le vie di Londra, guidati dalle professoresse alle prese con gli orari dei bus, dei treni, e della “underground”. E con il passare dei giorni gli alunni si accorgono che stanno diventando una famiglia sempre più compatta pronta a fare fronte unico nel momento del bisogno. Le visite a Buckingham Palace, al London Eye o al British Museum e le escursioni a Stratford-on-Avon e Cambridge,  li aiutano a capire questo paese, che molti conoscono per la prima volta, a non sottolineare più le differenze, ma ad esaltare le somiglianze e sentirsi sempre più parte di questa realtà, che non è Inghilterra o Francia o Germania, ma semplicemente Europa.

E senza rendersene conto si è  giunti alla fine del viaggio, al giorno che li avrebbe riportati in Italia. Nonostante il desiderio iniziale di qualcuno di voler tornare a casa, le lacrime non sono mancate nel  salutare Jon, Debby, l’hotel, e il Sainsbury’s, il supermercato che ha soddisfatto ogni loro desiderio.

Nonostante la nostalgia di casa, nessuno voleva lasciare Londra, una città che ha regalato tante emozioni, tante nuove conoscenze e consapevolezze e prima fra tutte la certezza che non è poi così difficile lasciare la propria casa e cercare altrove nuove possibilità. Non è la prima volta che la scuola offre la possibilità di vivere un sogno, ma questo è stato certamente il più entusiasmante e valido Italia per tutto ciò che ha significato come formazione scolastica, culturale e umana.

Ultimo aggiornamento Martedì 11 Ottobre 2011 08:58