Martedì, 07 Feb 2012
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DOCUMENTO FINALE DEL DIPARTIMENTO DI STORIA E FILOSOFIA - RIFORMA GELMINI - PDF Stampa E-mail
Giovedì 29 Aprile 2010 12:55

DOCUMENTO FINALE DEL DIPARTIMENTO DI STORIA E FILOSOFIA

SULLO STUDIO DELLA RIFORMA GELMINI

IDEE E PROPOSTE

Nei giorni 6, 7, 8, 9 e 13 settembre 2010, presso il Liceo Scientifico G. Marconi di Foggia, sono convocati i Dipartimenti disciplinari dalle ore 9,00 alle ore 11,00 per studiare e discutere i seguenti punti all’ordine del giorno:

  1.  Circolare del 30.08.10 sulle misure di accompagnamento nel passaggio ai nuovi ordinamenti;
  2. Schema di regolamento – Riforma dei Licei  - con particolare attenzione agli articoli 2, 8, 10 e 12;
  3. Il profilo culturale, educativo e professionale del Licei con particolare attenzione ai Risultati di apprendimento comuni a tutti i percorsi liceali e in particolare al Liceo Scientifico;
  4. Indicazioni nazionali sugli obiettivi specifici;
  5. Insegnamenti attivabili (All. H) e attività programmate nell’ambito del Dipartimento;
  6. Indicazioni del docente componente la Commissione – Riforma dei Licei –

Per reperire il materiale di studio, è stata visionata la piattaforma Indire.

Il Dipartimento di Storia e Filosofia si è riunito nell’aula 4^ A, alla presenza dei  professori Marina Balestrucci, Michele Campiti, Anna Caricato, Caterina di Napoli, Matilde Laviano, Antonietta Pistone, Lucio Perrotta, Arcangela Vivoli. Coordina le riunioni la prof.ssa Antonietta Pistone; funge da segretario il prof. Michele Campiti. Come membro della Commissione Riforma dei Licei viene individuata la prof.ssa Arcangela Vivoli. 

Lo studio della documentazione all’ordine del giorno inizia dal richiamo a quelli che si possono identificare come gli obiettivi in uscita dei nostri allievi, che vanno a delineare il profilo tipico dell’alunno di un liceo scientifico. I punti più significativi sono dal Dipartimento sintetizzati come segue:

  1. Acquisizione e padronanza del metodo di studio;
  2. Conoscenze linguistiche e specialistiche;
  3. Competenze generali e specialistiche delle discipline studiate;
  4. Consapevolezza della differenza metodologica e di contenuto delle diverse aree del sapere, dopo averne appreso registro e linguaggio specifico;
  5. Trasversalità delle conoscenze;
  6. Abilità ad argomentare in modo logico e critico attorno ad una tesi per individuare problemi e soluzioni;
  7. Consapevolezza del proprio “essere cittadini” in un contesto storico-politico;
  8. Conoscenza approfondita della storia d’Italia inquadrata nel contesto più generale della storia d’Europa;
  9. Conoscenze artistiche, scientifiche e linguistiche generali;
  10. Possesso del linguaggio della matematica e delle scienze fisiche e chimiche, unitamente ad un metodo di studio di tipo logico-sequenziale  e sistematico, proprio delle scienze esatte, e sviluppato anche attraverso la pratica laboratoriale.

Si prende, poi, atto della nascita di nuovi licei, come quello delle scienze umane, quello artistico e quello musicale-coreutico, che vanno ad arricchire l’offerta formativa della scuola italiana insieme con i licei di antica istituzione, come il liceo classico e lo stesso liceo scientifico, cui viene aggiunta l’opzione delle scienze applicate, e quello linguistico. Si osservano con attenzione i nuovi quadri orario che, per l’insegnamento della storia e della filosofia, ripartiscono i tempi di studio in 3 ore di filosofia e 2 di storia settimanali al liceo scientifico con ordinamento tradizionale; e in 2 ore di filosofia e 2 di storia settimanali al liceo scientifico delle scienze applicate. A questo proposito, il Dipartimento esprime apertamente il disagio derivante dal considerare che la mole di programmi che il Ministero chiede ai docenti di svolgere mal si concilia con il limitato tempo a disposizione che l’attuazione della Riforma concederà, nonostante l’introduzione dell’obbligatorietà dell’ora di sessanta minuti. In particolar modo si lamentano problemi ad iniziare la programmazione di Storia del secondo biennio (terzo anno) dall’anno mille, per concludere all’ultimo anno, secondo le indicazioni impartite, con le questioni di “Tangentopoli e la crisi del sistema politico all’inizio degli anni ‘90[1]”. Tenuto conto anche del fatto, assolutamente rilevante, che nell’ambito della lezione di Storia deve, con la Riforma, rientrare anche l’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”, sostituendo la vecchia disciplina dell’educazione civica, fortemente voluta dai Padri della Assemblea costituente italiana come Aldo Moro nel 1946. Anche per quanto riguarda l’insegnamento della filosofia si rileva che ci saranno indiscutibilmente grandi difficoltà a poter affrontare, durante il secondo biennio, e nello specifico al quarto anno del corso di studi, argomenti assai impegnativi quali l’Idealismo tedesco e il pensiero hegeliano, visto che nelle attuali classi si riesce a malapena ad arrivare di fatto alla filosofia illuministica di Kant. Ad ogni modo il Dipartimento esprime la soddisfazione unanime per l’introduzione della Storia e della Filosofia in tutti gli ordini di Scuola Superiore, eccetto gli istituti tecnici e i professionali, secondo le indicazioni della tradizionale Riforma Gentile, e della più attuale Riforma Moratti, che si ispirava, in tal senso, agli auspici della programmazione Brocca. E, ribadendo la necessità sostanziale di questi insegnamenti, per la formazione integrale dell’essere umano, il Dipartimento si augura di poter vedere al più presto inserite le proprie discipline anche nei programmi delle scuole elementari e medie inferiori, dove sarebbe auspicabile la trattazione di temi di studio concernenti la ricerca metafisica dei Presocratici (quinquennio scuole elementari) e le discussioni dei Sofisti (triennio scuola media inferiore).

A tal proposito, nel rispetto dell’autonomia e della professionalità del corpo docente, si chiede di rivedere al più presto la norma che vuole mantenere in vigore lo stesso libro di testo per sei anni scolastici di seguito. Se questa norma venisse confermata, infatti, si arriverebbe all’assurdo di avere docenti che utilizzano libri di testo non da loro scelti e consigliati. Oppure si potrebbero vedere adottati per molti anni libri proposti da supplenti temporanei e non più in servizio nella stessa scuola. Sarebbe auspicabile che il Dipartimento raggiungesse su questo punto una omogeneità operativa anche sulle nuove adozioni, ma mai a discapito della coscienza libera di chi, Docente, dovrà poi adoperare i testi con i propri allievi in classe.

Dal profilo educativo, culturale e professionale dello studente liceale si estrapolano le aree di apprendimento comuni a tutti i percorsi liceali, così orientate:

  1. Area metodologica;
  2. Area logico-argomentativa;
  3. Area linguistico-comunicativa;
  4. Area storico-umanistica;
  5. Area scientifico-matematica e tecnologica.

Il Dipartimento di Storia e Filosofia ritiene di poter concretamente collaborare alla costruzione e al potenziamento di alcune di queste aree, sostenendo soprattutto quella metodologica, quella logico-argomentativa; quella linguistico-comunicativa e quella storico-umanistica, e indirettamente anche quella scientifico-matematica e tecnologica. Lo specifico ambito dei nostri apprendimenti, di fatto già coinvolge in una riflessione sui metodi di studio, diventando immediatamente consapevolezza metacognitiva. La struttura epistemica delle discipline storico-filosofiche abitua al confronto dialogico con spirito di tolleranza. Pertanto, i nuclei fondanti del sapere, sono già di per se stessi uno stimolo allo sviluppo delle abilità linguistiche e comunicative degli allievi. L’area logico-argomentativa, poi, è di specifica competenza dell’insegnamento filosofico, da impartirsi in collaborazione con i docenti dell’area scientifica, ed in particolar modo con quelli di matematica, facendo molta attenzione all’impostazione sintetica e sistematica del discorso anche con riferimento a tutte le questioni aperte nella Storia della Filosofia prima, durante e dopo la Rivoluzione scientifica. Un’ulteriore trasversalità può essere stabilita con i docenti di Lettere per l’incremento dell’area storico-umanistica, ribadendo l’importanza della narrazione, del raccontare di sé, del proprio territorio, dell’esperienza vissuta, fino ad allargare l’orizzonte alla Storia del proprio paese, dell’Europa e del mondo. Nell’intento di aprire il “laboratorio dell’ambiente scuola”, inteso come luogo in cui si produce il sapere in vista del fare, e che con l’ausilio delle strumentazioni informatiche e multimediali (come l’uso della lavagna interattiva) andrà col tempo a sostituire l’aula tradizionale dell’odierna lezione frontale, il Dipartimento intende sviluppare un’attività di progettazione in concomitanza a tutti gli ambiti disciplinari in cui sia possibile la trasversalità, e si dichiara aperto a partecipare ai lavori che saranno col tempo eventualmente avviati per la collaborazione reciproca. In particolare intende utilizzare testi anche di carattere letterario che possano servire a sviluppare le problematiche filosofiche e storiche, in collaborazione con i Dipartimenti di Lettere, di Storia dell’Arte e di Lingue. Nel contempo vengono ribaditi quei progetti già in corso da qualche anno, come il “Quotidiano in classe”; la partecipazione anche attiva, in qualità di registi e produttori dei nostri allievi al “Festival del cinema indipendente di Foggia”; l’incontro con scrittori e autori di libri non necessariamente attinenti alle tematiche specialistiche della Storia e della Filosofia, i cui temi siano però trasversali ai nostri insegnamenti; l’invito a parlare e trattare di problemi particolari alla propria classe, con la presenza di esperti. Si intende, inoltre, richiamare l’attenzione alla Storia dell’Italia risorgimentale nel centocinquantesimo anniversario dell’unità del 1861, e perché risulta generalmente argomento poco trattato e risolto brevemente e solo a fine anno scolastico.

Tra gli insegnamenti attivabili, riferibili all’allegato H, il Dipartimento esprime due opzioni, ritenendo giusto che i propri allievi abbiano l’opportunità di praticare la conversazione con docente di madrelingua, per potenziare l’ambito delle abilità linguistiche e rendere competitivi i giovani in prospettiva europea; e musica, per le molte afferenze della disciplina con l’armonia matematica dei numeri e con alcune teorie filosofiche, come quella pitagorica, non tralasciando l’attenzione alla bellezza, come primo scopo dell’educazione formativa da impartire alle nuove generazioni.

Per raggiungere gli obiettivi educativi proposti dal profilo culturale, educativo e professionale dei Licei si seguiranno le indicazioni della Riforma, facendo ricorso direttamente ai testi, leggendoli in classe e studiandoli insieme, ai fini della loro analisi sistematica e critica; sviluppando discussioni guidate o di gruppo; utilizzando tutte le tecnologie informatiche di ultima generazione a disposizione della nostra scuola; individuando un metodo di lavoro consapevole e maturo che sia compagno fedele dell’apprendimento teoretico come delle attività pratiche di laboratorio, immancabili protagoniste del fare scuola oggi. Non tralasciando la fase del monitoraggio e dell’autovalutazione di noi docenti, unitamente alle verifiche (almeno due a trimestre, e due a pentamestre) da somministrare in corso d’anno agli allievi.

Per la programmazione didattica della Storia si rimanda a quanto già espresso dalle indicazioni ministeriali nella Riforma Gelmini, dedicando il terzo e quarto anno (secondo biennio) allo studio della formazione dell’identità europea dall’XI secolo fino al Novecento, studiando l’ultimo anno la Storia del Novecento, a partire dai due conflitti mondiali, la rivoluzione russa, la nascita del socialismo e dei partiti di massa, la società della globalizzazione.

Ugualmente per la Filosofia, nel secondo biennio, si intendono sviluppare il lessico specialistico e le questioni fondamentali dalla ricerca presocratica delle cause prime, attraverso i sofisti, Socrate, Platone e Aristotele, fino alla filosofia medioevale di Agostino e Tommaso, e attraverso la rivoluzione scientifica, il razionalismo e l’empirismo inglese, fino all’empiriocriticismo kantiano e all’Idealismo tedesco, e durante l’ultimo anno autori del Novecento come Schopenhauer, Kierkegaard, Marx, Nietzsche, con a scelta  almeno quattro opzioni tra Husserl e la fenomenologia; Freud e la psicoanalisi; Heidegger e l’esistenzialismo; il neoidealismo italiano; Wittgenstein e la filosofia analitica; vitalismo e pragmatismo; la filosofia d’ispirazione cristiana e la nuova teologia; interpretazioni del marxismo, in particolare di quello italiano; temi e problemi di filosofia politica; gli sviluppi della riflessione epistemologica; la filosofia del linguaggio; l’ermeneutica filosofica.

Il Dipartimento si dichiara disponibile, durante l’ultimo anno scolastico, a sostenere iniziative volte al potenziamento degli apprendimenti storico-filosofici dei propri allievi, in vista degli esami di stato; altrettanto si ritiene in linea di massima disponibile a seguire il percorso in itinere degli alunni, con corsi di recupero e/o sportelli didattici da attivare dopo il primo scrutinio trimestrale. Si riserva, altresì, di attivare ulteriori progetti in itinere. Sono ancora da individuare i docenti che vorranno occuparsene personalmente.

[1] Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento, pag. 31.

Foggia, 13 settembre 2010

Il coordinatore di dipartimento

Prof.ssa Antonietta Pistone

I docenti

Prof.ssa Marina Balestrucci

Prof. Michele Campiti

Prof.ssa Anna Caricato

Prof.ssa Caterina di Napoli

Prof.ssa Matilde Laviano

Prof. Lucio Perrotta

Prof.ssa Arcangela Vivoli


 

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Novembre 2010 13:47