| Presentazione del libro della prof.ssa Antonietta Pistone “Filosofia, appunti di una rubricista” |
|
|
|
| Lunedì 21 Dicembre 2009 12:44 |
|
Presentazione del libro della prof.ssa Antonietta Pistone “Filosofia, appunti di una rubricista” Il 3 dicembre, presso la Sala Rosa del Vento della Fondazione Banca del Monte Siniscalco Ceci, in Via Arpi a Foggia, si è tenuta la presentazione del libro di filosofia della prof.ssa Antonietta Pistone “Filosofia, appunti di una rubricista”. Alla presentazione hanno partecipato attivamente gli studenti delle classi 3^D, 4^ D e 5^ D, leggendo alcuni articoli del libro della loro docente. Di seguito il discorso scritto dalla prof.ssa Pistone per l’occasione, che esprime in sunto il senso delle parole, poi pronunciate a braccio, dell’autrice del libro. “Essere qui stasera con voi è per me un grande evento, che ripete la precedente esperienza da me già fatta in occasione della presentazione del mio volume “Teoresi e Prassi delle Scienze Umane”. Ringrazio perciò tutti i presenti in sala; la Fondazione Banca del Monte, che ancora una volta ha voluto adottare un mio libro, rendendo possibile l’incontro di oggi; promuovendo la cultura locale in ogni suo aspetto. Devo dire che sono molto contenta che la nostra odierna riunione si svolga mentre sono in corso i lavori delle Domeniche della Storia, sul Risorgimento. Significa che queste scienze umane, la Storia e la Filosofia, così spesso bistrattate nella realtà didattica della scuola e dell’insegnamento sono, nella pratica, più vive e vicine alla gente che mai. E da loro umile cultrice me ne compiaccio. Un grazie sentito, perciò, alla Fondazione che ci accompagna generosamente in questo difficile cammino di radicamento della cultura umanistica a Foggia. Un grazie di cuore anche a tutti voi che siete qui. Il mio particolare affetto va però ai miei allievi, che sempre e con dedizione, mi seguono nei percorsi un po’ accidentati della divulgazione filosofica. Gli unici, spesso, che non perdono mai la speranza. E anche per questo sono loro immensamente grata. Ringrazio Giucar Marcone, amico devoto e fedele, mio infaticabile collaboratore, maestro di giornalismo che mi è sempre stato, tra gli altri, particolarmente vicino. Grazie, dunque, grazie a tutti per esserci! Il libro di cui parleremo stasera nasce come un’antologia di articoli che molti di voi avranno già letto sulle pagine del nostro periodico locale Foggia&Foggia, diretto dal cronista Enrico Ciccarelli. Un libro che non è stato scritto per essere un libro. Un libro che origina da una rubrica di filosofia, Filosofia Oggi, che per quasi due anni ho avuto il piacere di scrivere per questo giornale e per il pubblico dei suoi affezionati lettori. Solo quando la mia esperienza giornalistica si è conclusa ho capito, rileggendo i pezzi che avevo scritto, che potevano significare un apprezzabile tentativo di divulgazione della scienza filosofica, anche ai così detti non iniziati. Ed eccolo qui, il libro di cui stiamo parlando. E quando è stato stampato, la mia gioia nell’apprezzare l’interesse dei giovani che sono al primo anno dei loro studi filosofici è stata grande. Abbiamo cominciato a leggere il libro in classe, portando un lavoro semplice nelle aule scolastiche. Un lavoro semplice che parla, tuttavia, di filosofia, e che per la sua accessibilità al grande pubblico, può facilmente entrare nelle case di tutti, come una riflessione amica del quotidiano. Socrate, il grande maestro iniziatore del dialogo maieutico, è rappresentato in copertina in un dipinto del David, nell’atto di bere la cicuta perché “Una vita senza ricerca non vale la pena di essere vissuta”, e quando non si può essere se stessi fino in fondo, esprimendo il proprio modo di porsi di fronte al mondo, è come morire. E allora, tanto vale morire sul serio. Socrate ci ha insegnato, insieme a questo tragico senso della vita, che è il vivere e il morire per una giusta causa, anche la necessità della condivisione fraterna nel bisogno di argomentare e dibattere sempre e comunque su ogni tema umano. L’umanità di cui si fa carico questo grande spirito dell’antichità è l’umanità dell’uomo semplice, del cittadino della strada e della piazza, che si interroga sullo stato dell’arte della sua città. Io, come Socrate, ho voluto pormi domande e interrogativi che hanno saputo coinvolgere, nel loro incessante chiedere risposte, non soltanto la realtà universale dell’uomo di ogni tempo e di qualunque spazio della terra, ma anche e soprattutto quella realtà che a Foggia abbiamo tutti quotidianamente sotto gli occhi, abituati, nella cecità, a non vedere più strade impercorribili e scarsamente illuminate, immondizia dappertutto, mancanza di spazi culturali significativi, degrado, disoccupazione per i nostri giovani, povertà economica e miseria intellettuale. Ciechi, sordi e muti senza olfatto, dormienti come gli ignoranti di Epicuro. Un libro va letto e ripensato. E questo libro appartiene al lettore, e oggi più che mai appartiene al foggiano e ai giovani foggiani che lo stanno leggendo e ripensando nelle nostre aule e a casa. Perché i nostri giovani sono i cittadini di domani. Ed è per questo che affido a loro il compito della lettura di alcuni degli articoli nei quali è immediato il confronto tra la realtà del pensiero filosofico e la riflessione politica sulla nostra città, che muore, proprio come Socrate, giorno dopo giorno, avviluppata nelle sue troppe contraddizioni. Non mi permetto di fare diagnosi frettolose ed azzardate sull’impoverimento generale della credibilità. Mi limito ad osservare e descrivere ciò che ho sotto gli occhi da molto tempo, ormai. Lascio a voi tutti le dovute conclusioni. Perché ho troppa stima di voi miei interlocutori. Un solo monito faccio a chi vorrà ascoltare: che non si attenda che si faccia troppo tardi perché non sopraggiunga quella orribile notte di Schelling in cui tutte le vacche saranno irrimediabilmente nere. La parola ai giovani, cui consegno il testimone di questa staffetta che corriamo per noi tutti, e per la nostra città, amata e odiata insieme”. Durante la serata sono stati letti articoli del libro che trattano il problema della giustificazione della scienza filosofica nel mondo contemporaneo, e che affrontano le questioni della cittadinanza, del problema degli immigrati, dell’emergenza ecologica, parlando anche di eventi culturali della città, quali il Festival del cinema indipendente. Infine è stato letto un articolo che richiama la tesi di Weber de L’etica protestante e lo spirito del capitalismo, per affrontare il nodo delle due Italie e del Mezzogiorno nel corso del tempo. Gli alunni che hanno dato lettura degli articoli sono Caterino, Di Nunzio, Facchino, Pitullo, Rezzolla, Schiavone. |
| Ultimo aggiornamento Sabato 04 Dicembre 2010 09:57 |




