| Diario:Il mio viaggio a Göppingen A.S. 2011-2012 |
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| Lunedì 19 Dicembre 2011 21:05 |
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Diario Il mio viaggio a Göppingen
Lunedì 10 ottobre 2011 Sento un leggero formicolio alla bocca dello stomaco. Mi guardo intorno, non sembro essere l'unico così... emozionato. Sospiro… e il mio cuore sembra non voler diminuire il suo ritmo frenetico. Non riesco a definire cosa mi rende così agitato. Forse il fatto di dover prendere l'aereo? No, metà del mio gruppo non l'ha mai preso, mentre l'altra metà si sente spavalda, sicura, o cerca di tranquillizzare tutti, sentendosi già pratico di questi viaggi. Allora forse il fatto di dover incontrare vecchi amici o gente nuova, con cui condividere la settimana seguente... oppure di dover andare in un altro stato, con una differente lingua e diversi costumi? Questo viaggio di per sé è un emozionante incognita che ci lascerà sorpresi e per niente delusi, ne sono certo! Perso nei miei pensieri quasi non mi accorgo che l'imbarco ormai è iniziato. Raccolgo le mie cose e mi accodo insieme ai miei amici, pronto per questa fantastica avventura. Esco fuori, il vento gelido mi sferza la faccia. Di fronte a me un candido colosso di metallo si riposa a terra per pochi attimi prima della partenza. Dietro di lui, solo uno spicchio manca alla pallida luna per diventare piena. Neanche il tempo di rendermene conto, e già mi ritrovo a sorvolare grandi e piccole città avvolte dalla fitta tenebra notturna, punteggiate di innumerevoli luci, che le tramutavano in pittoresche lanterne che fendevano il buio mare della sera, in cui silenziosamente galleggiavano. <<Prego, allacciare le cinture e prepararsi per l'atterraggio....>> Quasi sobbalzo nel sentir lo steward annunciare l'arrivo. Ingoio rumorosamente, sento una gocciolina di sudore scivolare dalla base della tempia fino all'incavo del collo. Eccoci. Siamo arrivati. Arrivati in una terra fredda e magica. Arrivati in Germania.
Martedì 11 ottobre 2011 Mi stropiccio gli occhi, ancora impastati dal sonno. Per una frazione di secondo un'ombra di dubbio mi attraversa il viso. Mi guardo intorno spaesato. Poi realizzo: giusto, non sono più in Italia, ho abbandonato il mio letto e la mia stanza per tutta questa settimana. Un brivido di freddo mi attraversa la schiena. Si, decisamente non sono più in Italia. Ieri siamo arrivati molto tardi a casa, e, diciamocelo, non ho dormito poi così tanto... Sento un rumore provenire dall'ingresso... Caspita! Sono rimasto troppo a letto! Prendo il necessario e corro a prepararmi, emozionato e, beh, anche un po' teso per questa nuova giornata. Arrivo a scuola. Con mia grande sorpresa scopro che al centro di essa è situata la Foggiaplatz, la piazza dedicata a Foggia... Mh, devo dirlo, niente male come nome. I professori ci stanno già attendendo in una classe apposita, per darci il benvenuto e presentarci ai professori tedeschi e al preside. Prendo posto, e subito inizio a chiacchierare con gli altri, ognuno che racconta l'esperienza del proprio risveglio in Germania. Dopo i convenevoli e dopo averci offerto dei Brezel, ci lasciano liberi di scorrazzare in città, consegnandoci una cartina, e assegnandoci una piccola caccia al tesoro. Caspita, sono distrutto! Mi lascio cadere all'indietro sul soffice letto, desideroso di una bella dormita. Oggi è stata una giornata... piena... ma non è mancato il divertimento, ovviamente! E domani si prospetta una giornata ancora migliore...
Mercoledì 12 ottobre 2011 Stoccarda! Devo ammetterlo, proprio una bella città. Questa mattina abbiamo visitato il museo della Mercedes... immenso. Auto, auto a non finire, di tutte le forme e di tutti i colori, vecchie e nuove, tutte con una propria storia. Otto piani di storia della quattro ruote, dai suoi albori fino alle sue scoperte più tecnologiche e innovative. Dopo un pasto frugale eccoci qui a setacciare i meandri della città in cerca di negozietti, souvenir e, perché no, anche qualcosa di caratteristico da sgranocchiare e ovunque andiamo, incontriamo qualche italiano. Nei negozi, in mezzo alla strada... basta parlare un po' italiano, ed ecco trovare compatrioti in giro!!! Whoa! Ora si che sono stanco! Ho passato una giornata completamente in giro, i miei poveri piedi chiedono perdono... Chiudo gli occhi, ripensando a tutto ciò che ho fatto quest'oggi. Domani di nuovo sveglia presto, meglio riposarsi per qualche ora...e lentamente scivolo nel mondo dei sogni...
Giovedì 13 ottobre 2011 Stamani, giovedì, abbiamo avuto l'onore di conoscere il vicesindaco di Göppingen, che ci ha calorosamente salutati e ha tenuto un breve discorso su quanto siano importanti questi scambi culturali, e di quanto sia orgogliosa di poter ospitare nella sua città tanti ragazzi di nazioni diverse: insieme a noi Italiani ci sono Giapponesi, Tailandesi, Bulgari, Ucraini. Il pomeriggio abbiamo partecipato ai workshop. I nostri lavori, gli origami, le stampe e uno spettacolo muto, verranno, mostrati e usati per decorare il ballo d'Autunno che si terrà domani. Non vedo l'ora!
Venerdì 14 ottobre 2011 Assorto nei miei pensieri quasi non mi accorgo che siamo praticamente arrivati a Rothenburg ob der Tauber, la destinazione di oggi venerdì! Sono contento, anche i nostri cari amici tedeschi ci fanno compagnia quest'oggi. Dire che è una cittadina caratteristica è riduttivo... Sembra che il tempo sia stato rubato in questo luogo. Anzi, sembra di essere entrati nella fiaba di Hänsel e Gretel...Con le sue mille case a graticcio avvolte in una ragnatela di vicoli acciottolati, i balconi traboccanti di fiori e le deliziose insegne in ferro battuto, Rothenburg sembra proprio uscita direttamente da un libro di fiabe Trattengo il fiato: nella piazza centrale il grande orologio sta per scoccare l'ora. Nel momento esatto in cui la minuta lancetta dei secondi completa il suo giro, le due grandi finestre ai lati dell'orologio si spalancarono, mostrando due pittoresche figure. Ci è stato spiegato che questa scena raffigura la “Leggenda di Rothenburg”. Essa narra che il generale cattolico Tilly alla guida di un esercito di 60.000 uomini minacciò la città di saccheggio e incendio, catturò i dignitari e li condannò a morte. Il villaggio sembrava non avere più speranza quando improvvisamente dopo aver bevuto del vino, il generale decise di arrivare ad un compromesso. "Se qualcuno dei consiglieri riuscirà a bere questo boccale di vino in una sola sorsata risparmierò la città". L'enorme boccale conteneva tre litri e un quarto di vino. La leggenda racconta che il vecchio sindaco riuscì nell'impossibile impresa e Rothenburg fu salva. La guida scorta il nostro gruppo con maestria tra le viuzze, illustrandoci tradizioni e storie dei castelli, delle chiese e dei monumenti che incontriamo lungo il tragitto, mentre rimango ogni secondo che passa sempre più affascinato e tutti insieme gustiamo Schneeballen tipico dolce di questa bellissima cittadina. Purtroppo il tempo a nostra disposizione non è mai abbastanza, e il momento di tornare indietro arriva sempre troppo presto. Eccomi infatti a fissare i magnifici paesaggi tedeschi attraverso il finestrino del bus che lentamente ci riporta a Göppingen. Le risa riecheggiano nell'aria. Sorrido anche io e mi unisco ai buffi canti che gli altri foggiani hanno iniziato ad intonare.
Sabato 15 ottobre 2011 Gli ultimi accorgimenti prima del ballo. Mi do un'ultima occhiata allo specchio. Aggiusto un ciuffo fuori posto. Ecco, ora sono pronto per il ballo d'Autunno! Stamattina era la “mattinata in famiglia”, non essendoci lezione a scuola, le nostre Gastfamilie, potevano trascorrere tutta la giornata con noi, facendo qualcosa di ricreativo insieme. Parlando con gli altri ho scoperto che abbiamo fatto le attività più insolite e disparate: tra gite, escursioni, cucina, recite e quant'altro, ognuno si è divertito un mondo. IL BALLO d’autunno! Ci siamo! Rimango stupito non appena entro nella sala. Tavoli. Apparecchiati come se fosse una cena di gala. Bhè, effettivamente non mi aspettavo proprio questo. Anzi, è ben oltre le mie più rosee aspettative! Un vero ballo classico! Emozionante non c'è che dire. Mi aggrappo alla sedia. Sono leggermente stremato... ormai siamo alla fine, e, come al solito, noi italiani sappiamo come animare una festa (trenini a non finire ed esibizioni sul palco, ovviamente). C'è stata anche l'elezione de re e della regina del ballo... Nessuno di noi è stato scelto come il più bello/a della festa, ma posso affermare che ho visto persone che votavano per sette volte... non proprio corretto. Scusate, è la stanchezza a farmi parlare così. Ormai la sala si sta dimezzando... ma tantissimi ragazzi continuano a scatenarsi in pista. Ma la notte è ancora giovane (mh, non proprio) e bisogna divertirsi! Mi rialzo, sciolgo un po' le gambe, e mi ributto a capofitto nella festa.
Domenica 16 ottobre Volgo lo sguardo alla mia destra. Il sole morente illumina il soffice tappeto di nuvole sottostanti e le colora di tutte le sfumature del fuoco. Alla mia sinistra, il cielo indaco contrasta con il cupo viola delle nubi sottostanti. Sospiro, chiudo gli occhi. Questo gesto mi sembra di averlo già fatto all'andata... forse è solo una mia impressione? Oggi pomeriggio presto, sullo spiazzo il cui il bus, che ci avrebbe portato all'aeroporto, aleggiava un silenzio innaturale, spezzato solo dal vociare mesto di tedeschi e italiani. È proprio vero: quando ci si diverte, il tempo vola... così come le ore, così come i giorni. Ed eccoci qui, dove il tutto è iniziato, dove abbiamo incontrato i nostri amici tedeschi, dove, adesso, dobbiamo salutarli. Inutile dire i pianti e la tristezza non appena saliamo sull'autobus. Giù, a terra, le famiglie, quelle che erano state, tecnicamente, le nostre famiglie in questi sei giorni, e i nostri fratelli, ci salutavano afflitti, ondeggiando la mano in un gesto meccanico. Nessuno di noi voleva separarsi dagli altri. Ma, ahimé, tutto finisce, anche i sogni. <<Prego, allacciare le cinture e prepararsi per l'atterraggio....>> Quasi sobbalzo nel sentir lo steward annunciare l'arrivo. Un déjà-vu? Eccoci. Siamo tornati a casa. Tornati da un viaggio che rimarrà per sempre nelle nostre menti e nei nostri cuori…
Andrea Castriotta III A |



